Molti giochi sono in grado di simulare situazioni reali, consentendo ai giocatori un’immedesimazione che oltre a essere divertente può anche essere istruttiva, come abbiamo già visto su Stranimondi con alcuni esempi di giochi da tavolo e videogiochi incentrati sul tema delle malattie infettive e sulla loro diffusione. La simulazione ludica della realtà è un argomento che torna ora alla ribalta in occasione dell’ottava edizione di Play – Festival del Gioco, il principale evento italiano dedicato a giochi di qualsiasi genere – da tavolo, di ruolo, di carte, di ruolo, dal vivo – che si terrà il 2 e il 3 aprile a Modena.
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La lotta alle pandemie, fra gioco e narrazione
Da Oggiscienza, 11 novembre 2015
Quella della malattia globale è una paura diffusa nella nostra società. Una paura che si riflette nelle tante storie che hanno a che fare con il propagarsi di un morbo, che sia quello realistico raccontato da Steven Soderbergh in Contagion, quello fantascientifico del Pianeta delle scimmie o quello sovrannaturale delle tante epidemie zombie o dei vampiri di The Strain. Una paura che ci piace esorcizzare leggendo storie post-apocalittiche dove l’umanità è stata messa in ginocchio da un virus, o guardando film e serie tv che raccontano l’angoscia di una lotta contro un nemico invisibile. O magari anche affrontando e sconfiggendo queste malattie in un gioco. Proprio questa è l’idea alla base di Pandemia, una fortuna serie di boardgame inventata da Matt Leacock nel 2007 ed edita in Italia da Asterion.
Gipi e i suoi Bruti, fra gioco e narrazione
Seduti al tavolo di un ristorante, dopo aver mangiato e chiacchierato, arriva il momento di sfoderare le carte. Spostiamo tovaglioli, tazzine e bicchieri per lasciare spazio a quella che presto diventerà la Fossa, nella quale io e Gianni Pacinotti, in arte Gipi, manderemo due guerrieri a scontrarsi. Sto per sfidarlo a Bruti, il gioco che lui stesso ha ideato, sviluppato e disegnato, e che verrà presentato giovedì 29 al Lucca Comics & Games. Fino al 1 novembre sarà disponibile in preordine sul BrutiShop, dopodiché verrà distribuito nei negozi da Asterion Press. Sono uno dei 1216 che hanno supportato il crowdfunding che ha consentito la realizzazione del gioco e sono impaziente di vedere da vicino le carte che lo compongono. Le osservo mentre Gianni prepara i mazzetti: volti segnati, sguardi minacciosi, teschi, lame e sangue. La domanda viene spontanea: perché un gioco di bruti che si massacrano in un’arena?
Chi ha paura dei giochi di ruolo?
Perplessità, preoccupazione, allarme. Queste le parole usate da Massimo Montani e Gilberto Gerra, del Centro Studi Farmaco-tossicodipendenze dell’USL di Parma, per descrivere una pratica pericolosa e sempre più diffusa, che potrebbe portare a “fenomeni di alienazione e dipendenza fra i praticanti”.
Si tratta dei giochi di ruolo, spesso indicati con l’acronimo Gdr, cioè quei giochi basati sulla creazione e narrazione condivisa di storie delle quali i giocatori – a eccezione di uno di loro, che svolge il compito di arbitro e narratore – interpretano i protagonisti. Il più longevo e famoso è sicuramente Dungeons and Dragons, di ambientazione fantasy, e il loro successo ha ispirato svariati videogiochi blockbuster come Mass Effect o World of Warcraft.